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Edoardo Stefani
Via Treversa Legnetto, 3
Ceserana - Lucca
ITALY
AKA: WornOut
Birthday: 28 October 1981
Relationship: Married
Phone: +39 3288447372
Msn: shevaweb@tiscali.it
Skype: Edoardo Stefani
Flickr: steedesign
Work site: StudioAF
Per capire dove stiamo andando si deve prima capire da dove veniamo!
Per questo ho deciso di andare un po’ contro corrente e di dedicarmi alla fotografia analogica e al DIY, Do It Yourself.
Mi sono disfatto del mio armamentario digitale e munito di una “piccola” Nikon F75 cerco di capire veramente cos’è la fotografia. Dalla ripresa allo sviluppo. Non mi reputo assolutamente un esperto, anzi sto battendo la testa in tante piccole delusioni che non possono far altro che bene. Sbagliando si impara! Non ho neanche la pretesa di diventare chi sa chi! Lo faccio per me stesso e per la fotografia, che è nata, è e sarà ancora per molti anni su pellicola!
Foto: Nikon F75 – Nikkor 50mm f1.8 – Ilford FP4+ in ID-11
giu 11, 2009
Fotografia e grafica. Un connubio interessante! Sempre che sia voluto.
Poco tempo fa mi sono imbattuto nel sito di Josh Poehlein e devo dire che nei suoi lavori è difficile distinguere dove finisce la fotografia e dove inizia la grafica. Certo non dal punto di vista tecnico, è chiaro! È ovvio che ogni immagine non è nata per caso, ma ha alle suo spalle una programmazione ben precisa. La mia no :-)
Lo scatto aveva altri scopi che non prevedevano l’integrazione con qualche elemento grafico. Devo dire che è un campo interessante da sondare. Mi metto subito all’opera per creare qualcosa di più corposo.
apr 08, 2009
Vi siete mai chiesti come mai l’orecchio “sente”, la bocca “sente”, la mano “sente”, il naso “sente” e invece l’occhio “vede”? Per il senso della vista l’uomo ha creato un verbo specifico. L’occhio non sente, l’occhio vede!
Sono particolarmente attratto dagli occhi e da tutto ciò che significano per l’uomo. Per me l’occhio è conoscenza. L’universo che ci circonda ci dice molto più di quello che fa apparire! C‘è chi lo sente, ma anche chi lo vede. A volte forse avremmo bisogno di poter andare più in profondità. Vedere, conoscere e capire.
mar 24, 2009
Amo le prospettive. Quando mi si presentano davanti non posso non soffermarmi un attimo e lasciare che il mio sguardo giochi con le linee. Hanno una forza imponente. Le trovo espressione completa di rigore e decisione. In più danno la sensazione di essere ancora la come se non fosse una semplice immagine, e ti trascinano dentro di se, sempre più in profondità, risucchiandoti.
Questa foto è stata scattata in una serata di settembre in Versilia.
mar 13, 2009
Sideup.eu è ora supportato da TxpMobile. L’interfaccia grafica di Textpattern ottimizzata per iPhone. Con molta semplicità è possibile da oggi pubblicare nuovi post direttamente da Safari Mobile.
lug 30, 2010
Fuori, decine di luci. Le guardavo cercando di capire dove mi trovavo, mentre il suono dei binari sotto di me continuava a picchiettare con una cadenza quasi ipnotica. Mi assopii, per pochi minuti credo. Quando aprii gli occhi lo vidi. Era grande poco più di un neonato e stava li, sul sedile di fronte, immobile. Il corpo, a forma di larva, era ricoperto da una ispida pelliccia grigia che lasciava scoperte solo le braccia. Queste erano piccole e ossute come le zampe di un insetto. E come un insetto aveva gli occhi: neri e privi di anima. Non poteva che muovere le braccia perché era senza gambe. Le muoveva lentamente, come in trance. Poi si fermò e cominciò a schiudere una lunga fessura che attraversava tutto il corpo, mostrando il rosso delle carni. Era una bocca direttamente aperta sulle visceri. Lanciò un sibilo tanto intenso dal paralizzarmi dal dolore…
Non dormirò mai più in treno.
mar 14, 2009
Ero in spiaggia, una di quelle bellissime spiagge che fino a quel momento avevo visto solo in cartolina: sabbia bianchissima, acqua cristallina e sole, tanto sole. E con il sole il caldo, come se lo sopportassi! Quand’ecco spuntare da dietro una duna una geisha alquanto strana. Una testa enorme si faceva baffo delle leggi della fisica e stava lì piantata su un corpo minuto ma pieno. Camminava a piccoli passi, tutta d’un pezzo, a scatti tanto impercettibili che soltanto il dondolare del ciuffo lasciava intuire che qualcosa effettivamente si stava muovendo. Anche il viso, cereo, era immobile e senza la minima espressione. Rimasi stupito a guardarla avvicinarsi finché, quando fu abbastanza vicina, mi porse una nata-limo. Che servizio!
mar 13, 2009
D’un tratto mi accorsi di essere in una grotta. Mi meravigliai di poter vedere molto bene, nonostante la cavità non avesse alcuno sbocco verso l’esterno. Sopra di me, chissà quanta terra. Le rocce, costellate da pietre luccicanti, emanavano un bagliore dorato. Lo spazio in cui mi trovavo era vastissimo, per lo meno questa era la sensazione che provavo. Mi accorsi che non ero solo: uno strano essere, lentamente, prese forma dalla fanghiglia. Gli occhi non gli aveva! Sarebbero serviti a poco là. Come scappare, del resto. Non era innocuo, questo lo capii subito… Ma ormai era tardi…
mar 07, 2009